Consiglio comunale straordianario del comune dell’Aquila realizzato a Piazza Navona con l’obiettivo di sensibilizzare il governo, la stampa e l’intera cittadinanza italiana sulla difficile e delicata situazione in cui versa la città.
24 Giugno 2010
Consiglio comunale straordianario del comune dell’Aquila realizzato a Piazza Navona con l’obiettivo di sensibilizzare il governo, la stampa e l’intera cittadinanza italiana sulla difficile e delicata situazione in cui versa la città.
24 Giugno 2010
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Casualmente nel pomeriggio del 21 giugno 2010 ci ritroviamo a passeggiare per le strade del centro storico dell’Aquila, o forse dovremmo dire quel che ne rimane del centro visto che dopo più di un anno è stato aperto a pubblico un solo varco mentre le sue mura sono ancora tristemente imbragate, ferme alla notte del 6 aprile 2009.
Arrivati a piazza Duomo verso le sette e mezza ci imbattiamo nei preparativi per un evento importante, a quanto pare: a coprire la tenda abitualmente adibita a punto d’incontro cittadino è stato piazzato un’enorme schermo, due torri di impalcatura a sorreggere le luci, un palco con sei sedie bianche incelofanate rigorosamente con marchi Mediaset, palco per la regia, area fonici, camper, generatori, cavi, transenne.
Chiediamo incerti a due uomini che stanno lavorando cosa ci propone la serata e scopriamo che sta per partire una diretta su canale cinque.
Sappiamo che il giorno successivo il sindaco Cialente ha programmato una conferenza stampa con tutti i direttori delle testate giornalistiche di carta stampata e televisive. Li porterà tra le vie del centro cittadino per spiegare loro quale è lo stato di avanzamento dei lavori nella città.
Così a seguito della censura della manifestazione dell’Aquila del 16 giugno scorso non possiamo non chiederci:
“Perché Canale Cinque si trova in piazza Duomo il giorno precedente al vero evento e con un tale spiegamento di forze? Con quale percentuale domani queste truppe saranno ancora qui per partecipare alla conferenza stampa?”
Visto il clima mediatico che spira, questo evento stranamente mondano in un luogo a cui di mondano è rimasto ben poco, ci sembra assai sospetto.
C’è puzza di propaganda quando l’agenda setting viene determinata direttamente da chi detiene il potere in via uniforme e preventiva.
Non possiamo perderci lo spettacolo. Decidiamo di tornare più tardi a guardare dal vivo.

Prima di uscire nuovamente di casa accendiamo la televisione per non perderci l’inizio della trasmissione.
Ore 21.30 su canale cinque inizia lo Speciale di Matrix “Amiche per l’Abruzzo”, un’intera serata per rievocare il concerto organizzato da Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Laura Pausini, Elisa e tante altre cantanti un anno fa per aiutare le terre disastrate dal sisma.
Dopo un anno il mondo dei media rincontra se stesso per autocelebrare la propria magnanimità.
In studio troviamo un Alessio Vinci dal sorriso smagliante, le cantanti organizzatrici, sono stati allestiti due palchi uno in diretta dall’Aquila, uno da Milano con tutte le altre cantanti chiamate a fare da spalla.
Verso le 22 il primo collegamento con piazza Duomo.
Ivana Spagna racconta il suo sconcerto nell’arrivare all’Aquila: “Incredibile, io credevo di trovare un albergo e quando sono arrivata qui invece mi sono resa conto che non c’era niente!” E ancora: “L’Aquila non esiste più, è una città morta (…) Venite a vederla con i vostri occhi!”
Dopo aver concluso il suo intervento su l’immagine di un cane bisognoso di coccole e lo sguardo di un bambino privato della sua infanzia, sconvolta la cantante scoppia in lacrime mentre la presentatrice imbarazzata passa la linea allo studio di Milano. Il prestigiatore Alessio Vinci con un colpo di mano si appresta a glissare rapido da un momento drammatico a un altro pezzo del concerto.
E’ ora. Spegniamo il televisore e decidiamo di partire alla volta del centro.
Non troviamo alcuna difficoltà di parcheggio, dopo aver lasciato l’auto attraversiamo il giardino della Villa Comunale a piedi e ci avviciniamo al varco di Corso Federico II. Ma quando arriviamo davanti alla camionetta dell’esercito che dal 6 aprile 2009 ivi staziona, gentilmente e inesorabilmente non ci viene permesso di entrare.
Pare che l’ingresso fosse concesso solo fino alle 22, e ahimé, sono le 22.30.
Noi chiediamo spiegazioni: come, normalmente il centro è aperto fino alle 11 e stasera che c’è una manifestazione lo chiudono prima? E le persone che sono dentro? Con quale autorità ci veniva negato di entrare?
Un’ordinanza invisibile del prefetto ne motivava a quanto pare la ragione.
Il centro era chiuso dalle 22.30, la gente già dentro sarebbe stata fatta defluire a partire dalle 00.30.
Questa spiegazione non ci convince affatto, quindi decidiamo di provare ad entrare da qualche altro varco. Una volta giunti di fronte al secondo picchetto ci viene di nuovo imposto l’alt.
L’ingresso è possibile, ci dicono, ma dalla via principale.
Noi allora rispondiamo:“Ah sì? E fino a che ora?”
“Almeno fino alle 23… o le 24, credo.”
“Bene, sono le 22.30, perché allora dall’ingresso principale non ci hanno fatto entrare?”
Sul volto dei due militari si dipinge l’imbarazzo e la sorpresa, con un sorriso ci dicono:“Ah, sì, forse…. A volte chiudono prima….”
E noi allora incalziamo: “Come mai in una serata in cui al centro c’è la TV nazionale non ci viene concesso di entrare? Non vi sembra un’assurdità!?”
I due militari ci sorridono annuendo non potendo non confermare le nostre presupposizioni.
Qui c’è puzza di regime mediatico, del solito studio blindato preparato a tavolino.

Ritorniamo dunque all’ingresso dove nel frattempo, richiamati dalla popolarità del grande schermo si sono già raggruppati un manipolo di cittadini, incuriositi, stupiti e anche un po’ irremovibili di fronte all’idea di non poter entrare nel loro centro storico quando nello stesso momento viene invece concesso a chiunque dalla propria casa di entrarci in diretta nazionale. Allora ci appostiamo e cominciamo a fare fotografie, in attesa che succeda qualcosa.
Diverse persone si avvicinano chiedendoci spiegazioni: qualcuno protesta, altri telefonano. Addirittura tra le risposte ricevute al perché il centro fosse interdetto ci siamo sentiti dire: “Non hanno bisogno di voi.”
Ne siamo certi, l’Aquila che deve essere vista è un’Aquila sì ricostruita, ma in studio TV.
Al massimo qualche stacco su un volto di bambino triste.
Arrivano altre camionette, polizia municipale, tra le persone anche altri ordini in borghese.
Dopo un quarto d’ora di contrattazioni infine un rappresentante della polizia municipale si assume la responsabilità di far entrare i cittadini nella loro città.
In testa al corteo ci apprestiamo a raggiungere la Piazza lungo il viale puntellato e quando arriviamo lo spettacolo che ci si para davanti è abbastanza triste: nonostante le luci da stadio sparate a giorno (smarmella tutto, smarmella! Ndr) piove in piazza Duomo, il programma TV è scadente, la serata prosegue tra un brano del concerto, lo sciacallaggio mediatico sulle tragedie private e tante belle dosi di buonismo in guepierre.
Le ospiti dal vivo appaiono piccole e infreddolite sotto la pioggia battente, sui quei pochi sgabellini bianchi che non bastano a dare celebrità a tutte. Il pubblico nella piazza le guarda allibito.
Non serve lo sguardo di una lince per accorgersi subito che più della metà delle presenze sono gli stessi membri appartenenti alle forze dell’ordine. Guardie municipali, Polizia, Vigili del Fuoco, Carabinieri, poliziotti e finanzieri in borghese. Altri individui sembrano muoversi in modo tanto sospetto da farci chiedere se per l’evento si siano scomodati anche i servizi segreti.
Incredibile, a un anno dal terremoto l’Aquila è ancora la città più militarizzata d’Italia. Con uno scarsissimo successo, aggiungiamo, visto che tutte queste forze non hanno saputo neanche coordinarsi nell’ adottare per la serata una linea di condotta condivisa.
All’appello manca solo la Protezione Civile, anche se quella è in diretta telefonica, chiara e tonda con Luca Spoletini, il suo portavoce, che non perde tempo a zittire Cialente dopo il suo intervento, smorzandone i toni polemici da lui per primo aizzati con l’obiettivo di stigmatizzarlo nel ruolo dell’agitatore di lagnanze inopportune. Se la cantano e se la suonano, non c’è che dire.
L’intervento del Sindaco sulla situazione aquilana, il pianto di Spagna o il tentativo della Nannini di tirare fuori la censura operata dai TG sulla manifestazione del 16 giugno non sono che dei sassolini gettati in un mare profondo. Tali obiezioni, infatti, puntualmente dirottate con una rimozione in tronco della conversazione o con qualche altra rozza tecnica retorica, non sembrano sortire altro effetto che dimostrare in diretta nazionale la democraticità del nostro Premier, tanto magnanimo da concedere a SUOI dipendenti, nelle SUE reti di parlare male del SUO operato.
Tra l’altro come poter biasimarlo, non si sputa nel piatto in cui si mangia.
Non ci si può affrancare da colui che ci paga lo stipendio mentre stiamo contando i soldi.
Sicuramente molte delle protagoniste della serata hanno agito in buona fede, ma hanno evidentemente peccato di presunzione.
Tali manifestazioni non dovrebbero neanche venire concesse, tanto di cattivo gusto, soprattutto alla luce della consapevolezza da parte delle star avvezze alle regole del jet set, che con tutta certezza non si può che finire strumentalizzati.
Sotto lo sguardo attento delle telecamere, nelle case degli italiani anche stasera lo scenario aquilano si conferma passerella mediatica.
Con una premessa del genere questa storia non può concludersi qui.
Domani parteciperemo alla conferenza stampa.
Clicca qui per vedere alcune foto del servizio fotografico completo
(Una collaborazione Viridiana e Snap TheWorld)
Ieri è stato approvato al Senato il Disegno di Legge sulle Intercettazioni, quella che viene definita “Legge Bavaglio”.
Questi i temi trattati:

Gravi indizi di reato:
Un pm può intercettare, se ci sono gravi indizi di reato ma con la nuova legge, solo se a carico dell’indagato ha già raccolto elementi di prova.
Autorizzazione e durata. I 75 giorni:
L’autorizzazione non va più richiesta al gip ma al Tribunale distrettuale, formato da 3 giudici. Il Pm insieme con la richiesta di autorizzazione, trasmette il fascicolo contenente tutti gli atti di indagine fino a quel momento compiuti. Generalmente i fascicoli di un indagine disposti in decine e decine di faldoni possono occupare più di un furgoncino, e tali furgoncini, con la benzina pagata da non si sa chi (ma noi lo sappiamo no? Semplicemente non verranno inviati più perché non ci sono i soldi!) dovrebbe essere inviato al tribunale di competenza.
Per quanto riguarda la durata delle intercettazioni il ddl prevede che possano essere effettuate per 60 giorni. Una ulteriore proroga delle operazioni fino a quindici giorni, anche non continuativi, può essere autorizzata qualora siano emersi nuovi elementi. Il pm dopo i 75 giorni può bussare ogni 3 giorni (per un anno) alla porta del gip per ottenere una proroga, in caso di estrema necessità.
Qualche tempo per rendersi conto di come agirà questa norma?
Le intercettazioni sulla cricca sono durate 2 anni, quelle della clinica Santa Rita di Milano, quasi un anno.
Mafie e reati satelliti:
Le intercettazioni per sufficienti indizi di reato, sempre autorizzate dal Tribunale, possono durare 40 giorni, con una proroga di altri 20. Dietro richiesta motivata, fino alla conclusione dell’udienza preliminare. Ma nelle eccezioni per Mafia non rientrano i cosiddetti reati satellite, come usura, estorsione e riciclaggio, a cui si applica il nuovo tetto di durata e da cui spesso si sviluppano le inchieste di mafia. Quindi scoprire mafiosi e loro complici sarà molto più difficile.
Neutralizzate anche le intercettazioni ambientali. Si potranno installare le “cimici” solo in luoghi pubblici (quindi, neppure nelle auto) se dalle indagini do- vesse emergere che sono fondamentali per l’accertamento del reato. L’autorizzazione è valida comunque solo per 3 giorni.
Emendamento D’Addario:
In base a questa norma un cittadino, a meno che sia uno 007, un giornalista (professionista o pubblicista), rischia da 6 mesi a 4 anni di carcere se fraudolentemente effettua riprese o registrazioni di conversazioni a cui partecipa o comunque effettuate in sua presenza. Un deterrente non per i delinquenti ma, ad esempio, per le vittime di pizzo o di altro ricatto.
Salva-Casta e preti:
Se un pm intercetta anche indirettamente un parlamentare, deve chiedere l’autorizzazione alla Camera di appartenenza. Se a essere registrato è un sa- cerdote, il pm deve avvertire la diocesi di appartenenza: il Vaticano, se si tratta di un vescovo o di un cardinale.
Mi sembra giusto, per intercettare i ladri bisogna chiedere l’autorizzazione al Boss.
Stampa in manette:
Il giornalista che pubblica atti di indagine prima della fine dell’udienza preliminare, anche se non più coperti dal segreto istruttorio, è punito con l’arresto fino a 30 giorni o con l’ammenda da mille a 5 mila euro. Se si tratta di intercettazioni, carcere fino a 30 giorni e ammenda da 2 a 10 mila euro. Se sono destinate alla distruzione, carcere da 1 a 3 anni anche se possono esserci delle registrazioni penalmente irrilevanti ma di interesse pubblico.
Il deterrente più forte contro la stampa è rappresentato dalle maxi multe agli editori, che vorranno evitare di rischiare il fallimento.
Sono previste multe da 25.800 a 464.700 euro nel caso di pubblicazione di intercettazioni destinate alla distruzione.
Se, invece, sono atti giudiziari di cui la pubblicazione è vietata, comprese intercettazioni attinenti alle indagini, multe da 25.800 a 309.800.
Altra tagliola: editori e autori di libri insieme dovranno pubblicare a pagamento su non più di due quotidiani nazionali le “rettifiche” inviate da chi si è ri- tenuto offeso.
Abbiamo letto articoli, denunce, tentativi di occupazione delle aule Parlamentari, picchetti permanenti di protesta, ma qualcuno di noi, giornalisti a parte, ha veramente letto il testo incriminato?
Di seguito in allegato pubblico il “testicolo” del misfatto, in modo che ognuno di noi possa farsi un’idea direttamente dalla fonte.
Disegno di Legge sulle Intercettazioni
Buona lettura, e non dimenticate che oltre a informarci abbiamo anche il diritto di incazzarci e protestare, ogni tanto!
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Buongiorno a tutti,
e anche oggi ne abbiamo da dire…..
Sono felice ci sia questo blog, perché sono veramente stanca di sentir parlare rappresentanti istituzionali o capi istituzionali che né mi rappresentano, né mi sembra sappiano fare il loro lavoro come si deve. Sono stanca di ascoltare il tono unidirezionale dei loro discorsi, senza possibilità di replica.
Alle stronzate e alle cattiverie comunicate ogni giorno sembrano solo seguire le solite controbattute diplomatiche di altri finti rappresentanti istituzionali, avanzate con l’unico obiettivo di fornire un contraddittorio in modo che continui questo vergognoso balletto fatto di botte e risposte totalmente inutili.
E’ dunque tempo che anche noi cominciamo a rispondere, non esiste che Gianni Letta si permetta di dirci “che dovremo fare tutti dei sacrifici” senza sentirsi rispondere almeno un VERGOGNA BUFFONE (e sono stata anch’io davvero molto diplomatica). Ma cominciamo dall’inizio:
Ieri ogni telegiornale ha parlato da mattina a sera di Mario Draghi e del suo discorso annuale sulla situazione economica italiana e sulla manovra finanziaria varata dal governo, fatto a Palazzo Kock davanti a una platea di industriali, sindacati, esponenti del governo e quant’altro.
Mario Draghi, quel bell’uomo dal volto di plastica messo lì dagli interessi del centro destra, ci è riuscito a dire, sempre con un tono pacato e caldamente suggeritorio, mai veramente analitico e critico, come immagino il suo ruolo richiederebbe, che gli evasori fiscali sono “Macelleria sociale”,che le manovre del governo vanno bene per il debito ma non per la crescita che sarebbe invece necessaria,che la crisi la stanno pagando i giovani dai 20 ai 34 anni che non vengono assunti e che se hanno un lavoro vengono assunti al massimo come precari, ed infine (e qui mi viene da ridere) che è indispensabile posticipare ancora l’eta pensionabile.
Bene: vediamo punto per punto.
LA LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE: ieri mentre osservavo il sevizio di Rainews 24 una persona di cui non ricordo il nome, che avrà avuto più o meno sulla settantina commentava con un sorriso beffardo appena uscito dalla riunione: “E’ da quando ero piccolo così che sento dire che l’evasione fiscale va combattuta. Dopo tanti anni non mi sembra sia stato fatto alcunché!”
Ah, evasori macellai!
Peccato che come ricorda Travaglio nel suo Passaparola di ieri, quando era stata fatta la legge Visco sulla tracciabilità dei pagamenti e con la stessa si era raccolto un “Tesoretto”, veramente il minimo che si poteva fare per poter incominciare a dire di essere intenzionati a combattere l’evasione fiscale, il centro destra oltre ad averla criticata fortemente attraverso la sua stampa assassina e i suoi TG di regime, una volta salito al governo l’abbia subito revocata, aggiungendovi tanti provvedimenti scellerati, come quello dello scudo fiscale.
Certo che hanno proprio la faccia come il culo a venirci a parlare di evasione fiscale.
Io non glielo permetto a Draghi, lui non ne ha il diritto. Non può venire da me a parlarmi di lotta all’evasione fiscale quando chi evade il fisco sono gli stessi che partecipano probabilmente alle sue riunioni.
LA MANOVRA FINANZIARIA: non solo come sembra è stata varata una finanziaria che l’unica cosa che fa è tagliare, tagliare su tutti i fronti e prendendo i soldi nelle tasche dei soliti italiani, ma soprattutto non mi sembra che ci sia minimamente l’intenzione di favorire la crescita dell’economia.
Questo governo non ha fatto una legge per favorire la crescita in tanti anni. Ci siamo sempre occupati di favorire i soliti furbetti (anzi, no, non resisto…) i soliti STRONZI. Se qualcuno ne è al corrente mi faccia un esempio di quello che questo governo è riuscito a fare per favorire la crescita del paese, poi favorendola, ovviamente. A me sembra che abbiano favorito e continuino a favorire solo le loro tasche.
A confronto il governo Prodi, con la finanziaria varata nei pochi mesi dal governo e assaltata dai mezzi di comunicazione tutti in mano alla stessa persona, era una manovra rivoluzionaria, illuminata, che favoriva la liberalizzazione e lo sviluppo della ricerca universitaria e aziendale. Allora si fece di tutto per diffamare Prodi e descriverlo come un rapinatore, un attentatore delle tasche degli italiani. Oltre alle tv i giornali ed il resto, è stato usato di tutto.
Per fare un esempio: lavorando in un call center, nel 2007 mi è capitato di fare telefonate propagandistiche ai Milanesi in favore di Berlusconi, io c’ero e vi posso dire che per far cadere Prodi sono stati usati tutti i mezzi, ai limiti dell’illecito, tanto che telefonavamo da tutta italia in casa di tutti per insultare il suo governo con finti sondaggi (che in realtà erano costruiti esclusivamente al fine di mettere in testa certe idee e non per rilevare opinioni) commissionati da una ditta alla quale a sua volta l’aveva commissionata il Giornale, della famiglia Berlusconi. E pensate che al call center si sono rifiutati di dirci direttamente chi fosse il committente e sono dovuta andare a fare ricerche incredibili per risalire a chi si nascondeva dietro i prestanomi!)
Va beh, parentesi comparativa a parte, e l’ho fatta proprio perché l’Espresso ci ricordava come il centro destra ci abbia preso in giro approvando non solo una finanziaria austera ma rimettendo in atto tasse come l’ICI ecc che venivano tanto criticate per fare campagna elettorale, sottoponendoci ora a una STANGATA DOPPIA, non mi sembra che la parola CRESCITA e SVILUPPO rientri nel vocabolario del nostro governo. Quando dicono RIFORMA pensano solo a destabilizzare anni e anni di processi politici e ad attentare ai principi costituzionali (quei pochi che sono rimasti), non a fare qualcosa di nuovo per il bene del paese e per la sua crescita reale.
Per saperne di più, invece, sul recupero del debito pubblico e sulle possibilità in mano al governo di fare veramente una manovra equa che ci mette tutti nella stessa barca, come ha detto il nostro premier (e come gli ha replicato giustamente il popolo viola con il post sullo yacth di suo figlio Piersilvio) consiglio a tutti di ascoltarsi l’intervento di Marco Travaglio fatto ieri a Passaparola, come sempre incredibilmente lucido ed acuto. Marco suggerisce al governo, pallottoliere alla mano, mille altri modi per risparmiare che naturalmente non vengono neanche citati dai nostri carissimi parlamentari, oltre che diversi spunti di riflessione sui quali si può essere d’accordo o meno, ma dei quali credo sia indispensabile cominciare a parlare, e spero che la rete sia l’occasione per farlo, per mobilitarci.
Bene altro tema: I GIOVANI……a proposito di questo il Governatore Mario Draghi mi dovrebbe spiegare come è possibile aiutare i giovani a costruirsi un futuro se la prima azione sarà quella di impedire a chi ha lavorato per una vita di andare in pensione (sperando che muoia prima , aggiungerei) non consentendo nuove assunzioni. Se posticipiamo l’eta pensionabile (e parliamo di quella dei lavoratori dipendenti) naturalmente tra i giovani non ci saranno lavoratori dipendenti stabilizzati per molti altri anni.
La crisi la stiamo pagando soprattutto noi.
Bella scoperta, ma non mi sembra che nessuno faccia niente, nonostante i rapporti dell’Istat e le dichiarazioni di Epifani sull’equità o della Mercegaglia sulle sue incredibili prese di consapevolezza sul tema a seguito di questa riunione. Mentre rispondeva alla domanda del giornalista parlando dei giovani ha sbarrato talmente tanto gli occhi con aria dispiaciuta che ho pensato: “Toh, forse deve essersi appena rifatta le sopracciglia…”
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Ma non sarà un caso che nel giorno in cui imperversa per le strade di Roma il no B Day, e in cui Spatuzza denuncia il capo dello stato come un capo mafioso, abbiano arrestato due superlatitanti?
Fidanzati a Milano, Giovanni Nicchi il nuovo Boss di Cosa Nostra a Palermo, mentre passeggiava con il cognato accanto al Palazzo di Giustizia dove si “nascondeva” dal 2006. Come è possibile che un Superlatitante non sia mai stato notato mentre si “nasconde” nella stessa città di cui è Boss?
Chi avrà ordinato che venisse fatto fuori?
Sappiamo tutti che i latitanti mafiosi non vivono in luoghi sconosciuti, non si nascondono, ma continuano la loro vita normale giorno dopo giorno. Frequentano le stesse persone di sempre, nelle loro case, girano indisturbati nelle città. Tutti i siciliani sanno dove si trovano, li incontrano. Forse possiamo credere al fatto che non lo sappiano anche le forze dell’ordine che in modo tanto disperato li cercano?
proprio come Provenzano.
Lo hanno trovato nella sua casa. Niente di più facile.
Non era nasconto in una località remota, non era fuggito in un paese straniero.
Era nella sua casa.
Semplicemente.
Finché non è arrivato il momento di farlo fuori.
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